Il CBD crea dipendenza?

Il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principali cannabinoidi presenti nella cannabis e, a differenza del THC (tetraidrocannabinolo), questa sostanza non ha effetti psicotropi e non è in grado di causare dipendenza.

Non ci sono, infatti, evidenze scientifiche che dimostrino che il CBD possa portare alla dipendenza.

Questa la risposta in breve, ma perché il cannabidiolo non ha come effetto la dipendenza?

E, soprattutto, perché c'è ancora chi sostiene il contrario?

Scopriamolo insieme.

Perché c’è chi sostiene che il CDB crea dipendenza?

Il CBD è spesso utilizzato in combinazione con il THC, e il THC è noto per avere effetti psicotropi e per essere in grado di causare dipendenza.

Se si utilizza il CBD assieme al THC, potrebbe esserci il rischio di sviluppare dipendenza dal tetraidrocannabinolo.

È importante essere consapevoli di questo rischio e di fare un uso responsabile di questi prodotti.

Il sistema endocannabinoide è un sistema di recettori presenti nel cervello e nel corpo che interagiscono con i cannabinoidi, sia quelli prodotti naturalmente dal nostro corpo (chiamati endocannabinoidi) sia quelli presenti nella cannabis (chiamati cannabinoidi esogeni).

Il THC agisce sui recettori del sistema endocannabinoide del cervello in modo tale da produrre gli effetti psicotropi, mentre il CBD non ha questo effetto.

Il CBD non è considerato una sostanza psicotropa e non è in grado di causare dipendenza, dalle ricerche scientifiche attuali sappiamo anche il perché.

Perché il CBD non crea alcuna dipendenza

Oggi, a differenza del passato, sappiamo come funziona il nostro corpo a livello biochimico come sappiamo cosa succede quando si fa uso di cannabis comune.

I recettori del sistema endocannabinoide sono presenti in diverse aree del cervello e del corpo e il loro ruolo è quello di regolare diverse funzioni fisiologiche, come sonno, appetito, dolore, umore ecc. .

Il sistema endocannabinoide è composto da due tipi di recettori principali:

Mentre I recettori CB1 sono presenti principalmente nel cervello e nella spina dorsale, i recettori CB2 sono presenti principalmente nel sistema immunitario.

I cannabinoidi esogeni, come il THC e il CBD, interagiscono con i recettori del sistema endocannabinoide in modo diverso, producendo ovviamente effetti differenti sulla salute.

In buona sostanza il THC agisce principalmente sui recettori CB1 del cervello, producendo gli effetti psicotropi, mentre il CBD non ha questo effetto ed è per questa ragione che solo il tetraidrocannabinolo fa sballare.

Ma c'è dell'latro da sapere.

I cannabinoidi esogeni meno conosciuti

Un elenco completo dei cannabinoidi presenti nella cannabis è certo possibile ma poco utile in quanto alcuni di questi componenti chimici rappresentano parti talmente piccole che sono di fatto trascurabili.

La cannabis contiene, infatti, circa 100 cannabinoidi differenti, oltre al THC e al CBD i più conosciuti perché in percentuale maggiore.

I più noti, oltre al cannabidiolo e al tetraidrocannabinolo sono il:

Come detto esistono anche altri cannabinoidi esogeni presenti nella cannabis, ancor meno conosciuti, come ad esempio:

L'importanza del valore percentuale

Le percentuali di cannabinoidi esogeni presenti nella cannabis variano in base alla varietà di pianta e al metodo di coltivazione.

In genere, però, le varietà di cannabis a elevato contenuto di THC contengono anche minori quantità di CBD, e viceversa.

Di seguito sono riportate le percentuali medie di THC e CBD presenti in alcune varietà di cannabis comune:

È importante notare che queste percentuali sono solo indicative e possono variare in base a diverse circostanze.

Inoltre, è bene anche ricordare che, le varietà di cannabis a elevato contenuto di THC sono quelle che producono gli effetti psicotropi tipici della cannabis, mentre quelle a elevato contenuto di CBD sono quelle che vengono spesso utilizzate per le loro proprietà terapeutiche.

CBD, THC e dipendenza, che  differenza c’è tra sativa, indica e ibrida?

La cannabis sativa è una varietà di pianta della cannabis che cresce in zone tropicali e subtropicali.

Le piante di cannabis sativa sono caratterizzate da foglie sottili e allungate, da un alto contenuto di THC e da un minor contenuto di CBD.

Le varietà di cannabis sativa sono spesso utilizzate per le loro proprietà psicotrope e sono particolarmente apprezzate per il loro effetto energizzante e stimolante.

Vengono utilizzate per il trattamento della depressione, della stanchezza e dell'ansia.

La cannabis sativa, com’è noto, può avere svariati effetti collaterali, come l'ansia e la paranoia, soprattutto se consumata in grandi quantità o se si è particolarmente sensibili ai suoi effetti.

Il THC, ovvero il principale componente psicotropo della cannabis, può causare dipendenza e l'uso eccessivo di cannabis sativa può avere effetti negativi sulla salute.

La specie di cannabis sativa più conosciuta è probabilmente la Cannabis sativa L., anche conosciuta come "cannabis comune".

Questa specie è originaria dell'Asia centrale e meridionale e viene coltivata in tutto il mondo per i suoi numerosi usi, sia industriali sia terapeutici.

La cannabis indica è una varietà di pianta della cannabis che cresce in zone montuose e temperate.

Le piante di cannabis indica sono caratterizzate da foglie larghe e carnose, da un basso contenuto di THC e da un alto contenuto di CBD.

Le varietà di cannabis indica sono spesso utilizzate per le loro proprietà terapeutiche e sono particolarmente apprezzate per il loro effetto rilassante e sedativo.

Svolgono un’azione terapeutica per il trattamento dell'ansia, del dolore e dell'insonnia.

Anche in questo caso è però importante ricordare che l'uso di cannabis indica può avere effetti collaterali, come sonnolenza e stordimento, soprattutto se consumata in grandi quantità o se si è particolarmente sensibili ai suoi effetti.

Inoltre, è importante anche sapere che il THC, il principale componente psicotropo della cannabis, può causare dipendenza e che l'uso eccessivo di cannabis indica può avere effetti negativi sulla salute.

La specie di cannabis indica più conosciuta è probabilmente la Cannabis indica Lam., anche conosciuta come "cannabis indiana".

Questa specie è originaria dell'Asia centrale e meridionale e viene coltivata in tutto il mondo per i suoi numerosi usi, sia industriali sia terapeutici.

La "cannabis hybrid" è varietà di cannabis ottenuta incrociando due o più specie di cannabis, come la Cannabis sativa e la Cannabis indica.

Le cannabis hybrid sono caratterizzate da una combinazione di tratti fisici e chimici ereditati dalle specie parentali.

Le varietà di cannabis hybrid sono spesso utilizzate per il loro effetto equilibrato e possono avere proprietà terapeutiche simili sia alla Cannabis sativa sia alla Cannabis indica.

Non c'è una specie di cannabis hybrid particolarmente conosciuta, poiché le varietà di cannabis hybrid sono ottenute incrociando diverse specie di cannabis in modo da ottenere una combinazione specifica di tratti fisici e chimici.

La cannabis è legale o no?

La marijuana è legale in alcuni paesi per uso medicinale o per uso ricreativo.

Tuttavia, la legislazione sulla marijuana varia notevolmente da paese a paese e può cambiare rapidamente.

Alcuni paesi in cui la marijuana è legale per uso medicinale o per uso ricreativo includono:

Inoltre, in molti paesi la marijuana è legale solo per uso medicinale, ad esempio in Germania, Italia, Giappone, Australia, Brasile e molti altri.

È importante ricordare che la legislazione sulla marijuana può cambiare rapidamente e che è sempre necessario informarsi sulla situazione locale prima di utilizzare questa sostanza.

È necessario rispettare le leggi e i regolamenti locali in materia di marijuana per non incorrere in problemi giudiziari seri.

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Che aspetti?

Il CBD e l’alcol quali sono gli effetti di questa combo?

Sempre di più il cannabidiolo (CBD) sta conquistando i fan della salute e del benessere, viste le sue caratteristiche che naturalmente lo rendono un antidolorifico eccezionale, un coadiuvante del sonno strepitoso, un antinfiammatorio, un antiossidante, un antiemetico, un antipsicotico nonché un neuroprotettivo senza eguali.

È forse per questa ragione che il CBD, oggi, sta man mano spodestando il maggior numero di prodotti venduti nei negozi d'integratori e di prodotti naturali come anche moltissimi farmaci da banco, anche perché, ammettiamolo, difficilmente troveremo in commercio prodotti così completi a costi tanto contenuti.

Oli infusi di CBD, creme per il corpo, balsami per le labbra, bagni, barrette proteiche e altro ancora, il mondo del cannabidiolo è molto vario e i suoi utilizzi sono molteplici tanto da spingere anche i produttori di alcolici a salire sul carro del vincitore, producendo shot, birre e altre bevande alcoliche infuse di cannabidiolo.

Tuttavia, molte persone hanno messo in dubbio la sicurezza della combinazione di alcol e CBD.

Facciamo un po’ di chiarezza allora per quello che concerne gli effetti della combinazione di CBD e alcol.

CBD e alcol

Il cannabidiolo (CBD) è un composto naturale presente nella pianta di cannabis.

A differenza del tetraidrocannabinolo (THC), l'ingrediente attivo della cannabis, il CBD non ha proprietà psicoattive e non provoca lo sballo spesso associato all'uso di marijuana.

L'olio di CBD viene estratto dalla pianta di cannabis e poi mescolato con un olio vettore, come l'olio di cocco, di palma, di oliva o di semi di canapa.

Negli ultimi anni, il CBD ha acquisito una grande popolarità ed è ora disponibile in una varietà di forme diverse, tra cui spray, capsule, prodotti alimentari, tinture e iniezioni.

Ricerche promettenti suggeriscono che il CBD può offrire una serie di benefici per la salute, tra cui aiutare la gestione del dolore, la riduzione l'ansia e il miglioramento della salute della pelle.

L'alcol è una sostanza nota per la sua capacità di ridurre le inibizioni e promuovere sensazioni di rilassamento.

Il CBD può avere effetti simili sul corpo.

Sono molte le ricerche che dimostrano, infatti, che il cannabidiolo può ridurre l'ansia e calmare i nervi.

Per esempio, uno studio condotto su 72 persone ha dimostrato che l'assunzione di 25-75 mg di CBD al giorno per un mese ha ridotto significativamente l'ansia e migliorato la qualità del sonno.

L'assunzione di alcol e CBD insieme potrebbe amplificare questi effetti, causando potenzialmente sintomi come aumento della sonnolenza e della sedazione.

Alcuni sostengono anche che mescolare CBD e alcol può intensificare gli effetti reciproci, con conseguenti cambiamenti di umore e di comportamento.

In effetti, un piccolo studio ha esaminato gli effetti della somministrazione ai partecipanti di 200 mg di CBD insieme a 1 grammo di alcol per ogni chilo di peso corporeo ed è stato osservato che, la combinazione di alcol e CBD ha causato una significativa riduzione delle prestazioni motorie e alterazioni della percezione del tempo. I partecipanti non hanno sperimentato questi effetti quando hanno assunto il CBD da solo.

Tuttavia, questo studio è datato e ha utilizzato una quantità di CBD molto più elevata rispetto a quella normalmente utilizzata dalla maggior parte delle persone.

Purtroppo, le ricerche sugli effetti sulla salute dell'assunzione di CBD con l'alcol, oggi, sono davvero pochissime.

Il CBD può, invece, proteggere dagli effetti collaterali dell'alcol

Non si sa molto sugli effetti della combinazione di CBD e alcol dunque, tuttavia, varie ricerche dimostrano che il CBD può proteggere da alcuni degli effetti negativi dell'alcol.

In che modo? Vediamoli insieme

Il CBD può prevenire danni alle cellule e malattie

Un consumo eccessivo di alcol può danneggiare le cellule, aumentando il rischio d'infiammazioni e malattie croniche come la pancreatite, le malattie del fegato e alcuni tipi di cancro.

Diversi studi sugli animali hanno osservato che il CBD può proteggere dai danni cellulari causati dal consumo di sostanze alcoliche.

Ad esempio, uno studio sui ratti ha dimostrato che l'applicazione di un gel di CBD sulla pelle ha ridotto fino al 49% i danni alle cellule cerebrali causati dal consumo eccessivo di alcol.

Un altro studio, ancora, ha concluso che l'iniezione di CBD nei topi ha contribuito a proteggere dalla malattia del fegato grasso indotta dall'alcol aumentando l'autofagia, un processo che promuove il ricambio di nuove cellule e porta alla rigenerazione dei tessuti.

Il CBD può ridurre i livelli di alcol nel sangue

La concentrazione di alcol nel sangue (BAC) è una misura della quantità di alcol presente nel sangue.

Una BAC più elevata è generalmente correlata a una maggiore perdita del controllo motorio e delle funzioni cognitive.

Ci sono poche ricerche sugli effetti del CBD sui livelli di alcol nel sangue.

Tuttavia, uno studio condotto su 10 persone ha rilevato che quando i partecipanti hanno assunto 200 mg di CBD con l'alcol, hanno registrato livelli di alcol nel sangue significativamente più bassi rispetto a quando hanno consumato alcol con un placebo.

Questo studio, però, è stato condotto negli anni '70 e ha utilizzato una dose molto elevata di CBD, quasi 5-10 volte superiore a quella raccomandata per la maggior parte delle persone. Non è quindi chiaro se dosi normali di CBD possano avere questo effetto.

Inoltre, altri studi hanno rilevato risultati contrastanti. Diversi studi sugli animali hanno riportato che il CBD non ha ridotto la concentrazione di alcol nel sangue quando è stato somministrato agli animali insieme all'alcol.

Pertanto, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare come il CBD possa influire sui livelli di alcol nel sangue negli esseri umani.

Il CBD può essere utilizzato nell’alcolismo

Alcuni ricercatori ritengono che il CBD possa aiutare a trattare il disturbo da uso di alcol.

Alcuni studi sugli animali hanno infatti dimostrato che il CBD può contribuire a ridurre diversi sintomi della dipendenza e dell'astinenza.

In effetti, uno studio recente ha esaminato gli effetti del CBD nei topi dipendenti dall'alcol.

È emerso che il CBD ha contribuito a ridurre l'assunzione di alcol, a prevenire le ricadute e a diminuire la motivazione al consumo di sostanze alcoliche.

La ricerca sugli esseri umani è limitata, tuttavia, in uno studio condotto su 24 fumatori è stato rilevato che l'uso di un inalatore di CBD per una settimana ha ridotto il consumo di sigarette del 40%. Questi risultati suggeriscono che il CBD potrebbe aiutare a ridurre molte dipendenze tra cui l’alcolismo.

Sono necessari altri studi di alta qualità per determinare se il CBD possa aiutare la dipendenza da alcol negli esseri umani.

È opportuno quindi assumere CBD e alcol insieme?

Attualmente non ci sono ricerche sufficienti per determinare gli effetti della combinazione di CBD e alcol.

Diversi studi condotti sia sull'uomo che sugli animali hanno rilevato che il CBD può ridurre alcuni degli effetti collaterali dell'alcol.

Tuttavia, ci sono poche ricerche per stabilire se l'assunzione di CBD e alcol insieme provochi effetti negativi sulla salute.

Inoltre, gli effetti del CBD variano da individuo a individuo, per cui è difficile stabilire se la combinazione di CBD e alcol abbia effetti simili su tutte le persone.

La maggior parte delle ricerche attuali si concentra sugli effetti del consumo di quantità molto elevate di alcol con il CBD, piuttosto che sugli effetti del consumo di qualche bicchiere qua e là con il CBD.

Pertanto, non si conoscono altrettanto bene gli effetti di un consumo moderato od occasionale. Per questo motivo, non è consigliabile assumere CBD e alcol insieme, soprattutto se non si è sicuri degli effetti di uno dei due.

Se decidete di associare CBD e alcol, limitatevi a quantità ridotte di entrambi per ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali negativi. In caso di dubbi, consultate il vostro medico di fiducia.

La cannabis light per dormire, perché funziona davvero?

L’insonnia è uno dei mali del nostro secolo, l’utilizzo della cannabis light per dormire può davvero fare la differenza?

La risposta è sì e oggi vediamo il perché da un altro punto di vista.

La cannabis, chiamata anche marijuana, è ampiamente utilizzata come aiuto per il sonno, sia a livello ricreativo che medico.

Circa il 70% dei giovani adulti che fanno uso occasionale di cannabis dichiara di farlo per aiutarsi a dormire.

Tra i consumatori di cannabis a lungo termine, ossia coloro che ne fanno uso da 10 anni e oltre, circa la metà usa la cannabis per avere un sonno migliore.

Tra le persone che fanno uso di cannabis per motivi medici, come ad esempio chi utilizza la marijuana per alleviare il dolore, ben l'85% afferma che la canapa migliora il sonno.

La cannabis light per dormire

La ricerca su come la cannabis light aiuta il sonno è ancora in fase di sviluppo.

È risaputo che la cannabis aiuta ad alleviare l'insonnia se usata occasionalmente.

I ricercatori tuttavia, non sono ancora del tutto sicuri se l'uso a lungo termine sia in definitiva un benefico o un danno per la qualità del sonno.

La cannabis, quindi, in generale, aiuta a dormire o no?

In alcuni casi la cannabis sembra migliorare il sonno.

Per le persone affette da alcune patologie come un dolore cronico, un disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o sclerosi multipla, la cannabis è di aiuto per addormentarsi più velocemente e svegliarsi meno durante la notte. Questo produce di riflesso una migliore qualità del sonno in generale.

Oggi abbiamo la possibilità tramite la rete di accedere ai dati di molte ricerche e sembra proprio che, in uno studio recente è stato dimostrato che la cannabis allevia efficacemente i sintomi delle persone affette dalla sindrome delle gambe senza riposo (RLS o malattia di Willis-Ekbom).

Sono tante le persone che usano la cannabis per auto-trattare l'insonnia, l'ansia e il dolore.

Perché la cannabis light aiuta a dormire meglio

Si ritiene che gli effetti dei cannabinoidi sul sonno siano dovuti alle loro interazioni con i recettori dei cannabinoidi nel cervello.

Quando i cannabinoidi si legano a questi recettori, inviano messaggi per aumentare i livelli di adenosina che favoriscono il sonno e sopprimono il sistema di eccitazione del cervello.

Insieme, questi effetti possono aiutare i consumatori di cannabis a sentirsi sedati o assonnati.

La cannabis ha diversi composti attivi, tra cui il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

Sebbene il THC agisca tipicamente come sedativo, per alcune persone può avere un effetto stimolante, soprattutto per coloro che sono alle prime armi con la cannabis o che ne assumono dosi elevate.

In questi casi, l'uso di cannabis prima di andare a letto può allungare i tempi di addormentamento.

Il CBD sembra promuovere la vigilanza a dosi più basse e la sonnolenza a dosi più elevate.

Gli effetti dei due composti insieme possono dipendere dalla dose e dal momento.

La cannabis light è ricca di CBD ed ha una bassa/bassissima percentuale di THC, per questo è indicata per dormire meglio.

Sia il CBD che il THC possono avere benefici anche per le condizioni croniche che interferiscono con il sonno.

Per esempio, le forme sintetiche di THC hanno mostrato un potenziale per:

Il CBD, invece, può ridurre i sintomi del disturbo comportamentale del sonno REM e l'eccessiva sonnolenza diurna.

La cannabis come aiuto per dormire

Quando si usa la cannabis come aiuto per il sonno, gli effetti che si avvertono possono dipendere dal tipo di cannabis che si sta usando.

La marijuana oggi in circolazione illegalmente nel nostro Paese ha concentrazioni elevata di THC, molto più alta rispetto al passato.

Il consumo di cannabis, in generale e quindi anche della cannabis light, a breve termine sembra aumentare il tempo trascorso nel sonno profondo, la fase che aiuta a svegliarsi con una sensazione di freschezza.

Tuttavia, il THC diminuisce il tempo trascorso nel sonno REM (Rapid Eye Movement), quando si trascorre più tempo a sognare, elaborare emozioni e consolidare nuovi ricordi.

La diminuzione del sonno REM può avere dei benefici per le persone affette da stress post-traumatico PTSD, poiché gli incubi sono un sintomo comune e fastidioso, ma in molti casi, un sonno ristoratore si ha quando le fasi REM sono normali o prolungate.

La Cannabis sativa e la cannabis indica agiscono diversamente sul sonno proprio per via della loro composizione differente.

La sativa è più eccitante mentre l’indica è più rilassante ma bisogna anche considerare che la qualità di questi strain in circolazione, sia nel primo che nel secondo caso, è molto differente rispetto al passato e il THC presente è triplicato se non quadruplicato.

Inoltre è anche da considerare che ciò che circola oggi è illegale e non c’è nessun controllo a monte, salvo ovviamente in caso di cannabis a uso terapeutico o coltivazioni in proprio.

Cannabis light per dormire VS altri rimedi naturali

Gli oppioidi sono quanto più potente in natura per dormire ma è proprio tale potenza che spesso spinge verso la cannabis terapeutica.

Oggi abbiamo una vasta gamma di rimedi naturali che ci aiutano a dormire.

Sono tantissimi i farmaci da banco ed è facile imbattersi in supermercati o ipermercati in prodotti a base di melatonina o valeriana per esempio.

Sebbene possano essere molto efficaci nel breve periodo, molti farmaci per il sonno da prescrizione e da banco, anche se naturali, contengono sempre qualche principio chimico e basta leggere il bugiardino per comprendere subito la loro associazione a un possibile rischio di abuso, tolleranza o dipendenza.

La cannabis non porta assuefazione, questo è noto da tempo, né tantomeno dipendenza di qualsiasi tipo.

Ricorrere alla cannabis light per migliorare la qualità del sonno è la scelta migliore.

Rischi ed effetti collaterali dell'uso della cannabis per il sonno

Se usata a breve termine, la cannabis può aiutare ad addormentarsi più velocemente.

In generale, gli esperti nel campo della salute non raccomandano l'uso a lungo termine di aiuti per il dormire a causa del loro potenziale impatto negativo sulla qualità del sonno e di altri effetti collaterali.

Gli studi suggeriscono che le persone che fanno uso di cannabis come sonnifero a lungo termine tendono a sviluppare una tolleranza ai suoi effetti sedativi e potrebbero doverne assumere di più per ottenere gli stessi risultati.

Un uso massiccio di cannabis, però, soprattutto a lungo termine, può avere conseguenze negative proprio sul sonno, tra cui:

Uno studio ha rilevato che l'assunzione di dosi elevate di THC durante la notte può portare a effetti collaterali indesiderati il giorno successivo, come alterazione della memoria e sonnolenza.

L'astinenza da cannabis può anche produrre effetti collaterali legati al sonno, come sogni strani, difficoltà ad addormentarsi e minor tempo trascorso nel sonno profondo.

Il consumo di cannabis a lungo termine può anche avere effetti collaterali sulla salute.

Alcuni studi hanno rilevato che questa sostanza può ridurre il volume della materia grigia nel cervello e, se fumata, aumentare il rischio di bronchite cronica.

Gli esperti di salute raccomandano inoltre di evitare l'uso di cannabis in gravidanza o durante l'allattamento.

La cannabis light, la soluzione per dormire meglio

Tutti questi effetti collaterali sembrano essere legati al THC più che al CBD, per questo motivo si raccomanda l’uso della cannabis light.

Tuttavia, come abbiamo ben inteso, l’abuso è sconsigliato, come per qualsiasi altra cosa del resto.

Consigli per l'uso della cannabis per il sonno

Se intendete provare la cannabis come coadiuvante del sonno, il tuo medico curante può fornirti le indicazioni migliori in base alle tue esigenze e alla tua storia clinica.

Comunque sia, è utile conoscere le diverse opzioni disponibili.

La cannabis, come la cannabis light, può essere fumata, vaporizzata, mangiata o messa sotto la lingua come tintura sublinguale.

Ogni formato presenta benefici e svantaggi diversi.

Chi è preoccupato per gli effetti del fumo sui polmoni potrebbe preferire evitare di fumarla.

La cannabis inalata tende ad avere un'alta biodisponibilità, poiché il THC entra direttamente nel sistema.

Al contrario, quando si utilizza la cannabis cucinandola, si perde una quantità significativa di THC attraverso il processo digestivo.

In generale è stato dimostrato che la cannabis fumata può avere tassi di biodisponibilità fino al 56%, rispetto al 4%-20% della cannabis ingerita per via orale.

Ovviamente parliamo di cannabis illegale, tutti questi discorsi non riguardano la cannabis light che ha per sua stessa natura poco a che fare con il THC.

Quando assumere la cannabis per dormire

Quando si sceglie un tipo di cannabis, vale la pena notare che le diverse forme richiedono più o meno tempo per produrre effetti.

Quando si fuma la cannabis, in genere si sentono gli effetti quasi immediatamente, mentre gli edibili possono richiedere più tempo per avere un effetto, poiché devono prima farsi strada attraverso il sistema digestivo.

Gli effetti della cannabis fumata sono molto variabili a seconda della persona, della durata dell'inalazione, del numero di volte in cui viene inalata e di altri fattori.

Può essere utile tuttavia sapere che i livelli di THC raggiungono generalmente il picco dopo circa 10 minuti.

Quali effetti si possono notare

Poiché la cannabis è disponibile in una varietà di ceppi e agisce in modo diverso su ognuno di noi, potrebbe essere necessario sperimentare prima di trovare il formato, il dosaggio e i tempi che fanno al caso tuo.

Il THC è una droga psicoattiva che tende ad avere altri effetti oltre a quello di favorire il sonno.

Ci si può sentire assonnati, rilassati, euforici o eccitati.

Quando si fa uso di cannabinoidi , alcuni consumatori possono anche provare:

Si possono verificare anche ansia, attacchi di panico o paranoia.

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La vendita cannabis light a scopo alimentare

Paese che vai, usanza che trovi.

Ormai avendo una finestra aperta sul mondo H24, sappiamo benissimo che popolazioni diverse hanno tradizioni culinarie differenti.

Sangue e latte, frittelle di sangue, Bruchi Mopane, Zuppa di pipistrello, Occhi di Tonno, Ragni fritti certamente sono nell’hit parade delle cose che non mangeremmo mai.

C’è però, una pianta che accomuna differenti culture e che oggi sta trovando il suo giusto spazio anche in cucina in molte parti del mondo.

Siamo parlando della canapa.

La vendita cannabis light a scopo alimentare, tuttavia, è ancora un tema molto controverso.

Facciamo un po’ di chiarezza?

Novel Food e la vendita della cannabis light per preparare alimenti

Li chiamano “Novel Food”, cibi nuovi.

Sono così definiti tutti quei prodotti e sostanze alimentari privi di storia di consumo “significativo”.

Esempi di Novel Food sono le nuove fonti di vitamina K come il menachinone, gli estratti di alimenti esistenti come olio di krill antartico ricco di fosfolipidi di Euphausia superba, i prodotti agricoli provenienti da Paesi terzi come i semi di chia, il succo di frutta noni o gli alimenti derivati da nuovi processi produttivi, ad esempio alimenti trattati con raggi UV come latte, pane, funghi e lievito.

L’11 dicembre del 2015, la commissione Europea ha pubblicato il "REGOLAMENTO (UE) 2015/2283 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 novembre 2015 relativo ai nuovi alimenti e che modifica il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1852/2001 della Commissione”, istituendo di fatto l’Elenco dell’Unione dei nuovi alimenti autorizzati.

È proprio in questo catalogo, in perenne aggiornamento, che sono iscritti tutti gli alimenti consentiti e qualsiasi nuovo cibo, per circolare liberamente in Europa, deve essere prima approvato subendo non pochi controlli.

La Cannabis, Alimenti e Europa

Com’è facile immaginare, la vendita di cannabis a scopo alimentare ha origini antiche.

È per questo che, se si ricerca nell’elenco la parola cannabis, alla voce “Cannabis sativa L.” si legge che

Nell'Unione Europea, la coltivazione di varietà di Cannabis sativa L. è consentita a condizione che siano registrate nel "Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole" dell'UE e che il contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) non superi lo 0,2% (p/p).

Alcuni prodotti derivati dalla pianta o dalle parti della pianta di Cannabis sativa, come i semi, l'olio di semi, la farina di semi di canapa, i semi di canapa sgrassati, hanno una storia di consumo nell'UE e quindi non sono nuovi.

Altre legislazioni nazionali specifiche possono limitare l'immissione sul mercato di questo prodotto come alimento o ingrediente alimentare in alcuni Stati membri. Pertanto, si raccomanda di verificare con le autorità nazionali competenti.

Quindi la voce c’è ma non tutti sanno che, l’ultima modifica apportata all’Elenco dell’Unione dei nuovi alimenti autorizzati per la Cannabis sativa risale a gennaio 2019, 4 anni dopo quindi la sua istituzione, e riguarda la classificare gli estratti di canapa industriale contenenti cannabinoidi proprio come nuovi alimenti.

La cannabis nuovo healty food?

Lo scopo primario del regolamento Europeo sui nuovi alimenti è quello di garantire un elevato livello di protezione della sicurezza alimentare.

Una richiesta di approvazione come Novel Food richiede studi tossicologici approfonditi per confermare la sicurezza del prodotto.

Nel caso degli estratti di canapa industriale, l'attenzione è rivolta in particolare ai cannabinoidi come CBD e THC.

L'organo di rappresentanza dell'industria europea della canapa a Bruxelles è l'EIHA (European Industrial Hemp Association).

Unico consorzio nel settore della canapa industriale in Europa, si è fatto carico di rappresentare gli interessi comuni dei coltivatori e dei produttori di canapa industriale.

Fondato nel 2000 in Germania, l’European Industrial Hemp Association oggi ha raccolto per presentare alla Commissione europea una richiesta congiunta di approvazione come Novel Food per un quartetto di diverse formulazioni di prodotti a base di CBD (Isolate, Gold, Regular e Raw), ben 4 milioni di Euro.

Gli studi tossicologici sono già in corso e l'approvazione per gli isolati di CBD è prevista entro un anno e per i prodotti a spettro completo entro due.

La vendita della cannabis e gli alimenti in Europa, cosa c’è da sapere

La classificazione di un alimento come nuovo alimento spesso parte da un solo Stato membro dell'UE, che poi convince altri membri dell'UE e la Commissione UE a classificarlo come nuovo alimento.

Si tratta di un mercato molto complesso che va monitorato costantemente.

In Germania, per esempio, le foglie di canapa come prodotti da tè sono classificate come nuovo alimento da alcune autorità.

La Corte Amministrativa Suprema della Polonia ha annullato un tribunale di grado inferiore che si era schierato con il capo dell'Ispettorato Sanitario del Paese, secondo il quale, i prodotti di canapa non trasformati sono nuovi.

L'Irlanda, da parte sua, classifica gli oli di canapa spremuti a freddo come non innovativi, sebbene contengano cannabinoidi.

Ad oggi, il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha ricevuto 19 richieste di autorizzazione per il CBD come nuovo alimento e, certamente, molte altre sono in arrivo tant’è che, il presidente del gruppo di esperti NDA (Il gruppo di esperti scientifici sulla nutrizione, i nuovi alimenti e gli allergeni alimentari), Prof. Dominique Turck, ha dichiarato:

Abbiamo identificato diversi pericoli legati all'assunzione di CBD e abbiamo stabilito che le numerose lacune di dati su questi effetti sulla salute devono essere colmate prima che queste valutazioni possano andare avanti. È importante sottolineare a questo punto che non abbiamo concluso che il CBD non sia sicuro come alimento.

Qualcosa, quindi si muove, ma come abbiamo detto le politiche sulla cannabis sono diverse da Stato a Stato.

La vendita della cannabis e gli alimenti in Italia

In generale sappiamo che anche in Italia circolano alimenti a base di cannabis.

Non è difficile imbattersi sia nei supermercati sia nei negozi specializzati in pasta, farina, semi di Canapa, Olio di Canapa, Sughi e pesti alla Canapa persino pane e suoi derivati alla Canapa e dolci e barrette alla Canapa già preparati.

Ma com’è possibile visto che il controllo dell’EFSA è ancora in corso?

Com’è possibile che oggi circolino anche birre a base di cannabis di notissime marche ad esempio?

La risposta è proprio nel catalogo europeo e in particolare nella frase “il contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) non superi lo 0,2%” e, dunque, si tratta di cannabis light.

In realtà, in Italia, l’uso di semi, oli di canapa e loro derivati, è consentito dal 2009,  visto che, almeno che questi prodotti non entrino direttamente in contatto con le infiorescenze, sono privi di THC, la sostanza che fa sballare.

Tuttavia, seppur la legge stabilisca chiaramente che la percentuale di Delta-9-tetraidrocannabinolo deve essere minima-nulla, a oggi non esiste una precisa regolamentazione legislativa riguardo alla percentuale di THC negli alimenti.

In America, in particolare in Canada e negli Stati Uniti, il mercato della cannabis è stato legalizzato da tempo, tanto che il presidente Biden ultimamente ha graziato 6.500 persone accusate di reati federali connessi al possesso di marijuana a conferma che tutto è più elastico.

D'altronde come poteva essere altrimenti visto che gli effetti positivi della legalizzazione non hanno tardato a farsi sentire sia nel campo economico sia nel campo sociale e l’uso della cannabis negli USA ha superato l’uso del tabacco, con buona pace di chi non credeva in questo mercato?

La cannabis ha proprietà organolettiche che la rendono un vero e proprio healty food e i suoi aromi naturali possono conferire tutta una serie di sapori e proprietà nutritive ai piatti.

I semi di canapa e le farine sono sempre più utilizzati dai grandi Chef Italiani per via delle loro qualità nutraceutici, termine composto che sottolinea il fatto che i prodotti derivati dalla cannabis hanno proprietà nutritive, essendo ricchissimi di carboidrati, vitamine, proteine, antiossidanti, fibre e minerali e terapeutiche, gli effetti benefici della cannabis ormai sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale da tantissimo tempo.

Se a questo sommiamo poi che, i derivati della canapa non contenendo glutine o lattosio, i mali assoluti per alcuni di quest’epoca, abbiamo un quadro più che completo.

La vendita cannabis light a scopo alimentare, inoltre, può davvero proiettarci verso una sostenibilità ambientale più efficiente, considerati i mille usi che questa pianta può avere.

Tutto ciò considerato, puntare sulla cannabis nel prossimo futuro, è tutt’altro che una scommessa persa.

E ora?

Vuoi iniziare a scoprire il mondo della cannabis in cucina magari con una ricetta facile e versatile?

Molti Chef utilizzano il formaggio spalmabile a base di cannabis con cui accompagnano tantissimi piatti.

Perché non lo fai anche tu? Ottenerlo è molto semplice.

Basta cuocere i bud in forno per circa 45 minuti a 100°C, questo produrrà un effetto chimico chiamato “decarbossilazione”.

A questo punto basta unire il composto ottenuto a un po’ di burro e lasciare sobbollire il tutto per 6-8 ore, ovviamente mescolando ogni 20 minuti.

Filtra la miscela e il gioco è fatto: hai ottenuto la tua crema spalmabile a basse di canapa.

Naturalmente, per chi è intollerante al lattosio, il burro può essere sostituito anche con olio alimentare.

Ricorda, però, che stiamo parlando della tua salute e della tua sicurezza.

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Negli USA Biden grazia 6.500 persone condannate per possesso di marijuana, cosa sta succedendo?

Come sappiamo, le leggi in materia di legalizzazione negli USA sono abbastanza recenti e, nonostante oggi negli States sia più grande il consumo di marijuana rispetto al tabacco, le carceri degli Stati Uniti d’America sono ancora affollate di detenuti accusati di possesso di cannabis.

La notizia è passata abbastanza in sordina nel vecchio continente ma, ad inizio ottobre, il presidente Biden ha graziato migliaia di persone condannate per possesso di marijuana ai sensi della legge federale e ha aggiunto che la sua amministrazione rivedrà se la marijuana debba essere ancora equiparata legalmente a droghe come l'eroina e l'LSD.

C’è stato dunque un indulto, che ha finalmente cancellato le condanne federali per semplice possesso, partendo dal presupposto che la legge, ormai risalente agli anni Settanta, obiettivamente non rispecchia quello che sta succedendo oggi nel nuovo continente.

Biden, la grazia per possesso di marijuana e cosa sta succedendo

Kamala Harris, il vicepresidente degli USA, in un discorso del 12 Ottobre sostanzialmente ha affermato che Il proibizionismo ha fallito.

Del resto la posizione della Harris era nota da tempo.  

Forbes, ad esempio, nell’articolo del 2019, intitolato  “Kamala Harris chiede la legalizzazione della marijuana e la fine della guerra alle droghe in un nuovo libro” riporta questo suo pensiero:

"Dobbiamo legalizzare la marijuana e regolamentarla e dobbiamo espungere i reati non violenti legati alla marijuana dalla fedina penale di milioni di persone che sono state arrestate e incarcerate, in modo che possano continuare la loro vita".

Figlia di padre giamaicano e madre indiana, la Harris è sta la prima donna nera a ricevere questa carica nonché la prima asiatica, Biden sta dunque lanciando un messaggio forte al mondo?

Le conferme arrivano puntuali.

come anche l’esortazione ai governatori a seguire il suo esempio per le persone condannate per semplice possesso, molto più numerose di quelle accusate in base alle leggi federali.

In un altro Tweet molto recente il Presidente afferma

"Mandare le persone in prigione per il possesso di marijuana ha sconvolto troppe vite - per un comportamento che è legale in molti Stati. E questo prima di affrontare le evidenti disparità razziali in materia di procedimenti giudiziari e condanne. Oggi cominciamo a riparare questi errori".

Qualcosa inizia a muoversi e di conseguenza il mondo si muove.

Il processo di legalizzazione in Europa

Se si considera che le recenti notizie affermano che anche la Germania, da sempre contraria, di fatto stia pensando concretamente di aprirsi al mercato della cannabis e che, molto probabilmente, con l’approvazione della legge entro fine anno, diventerà uno dei maggiori produttori a livello mondiale, si comprende che il mondo sta tornando sui suoi passi.

Intanto il governo tedesco si sta portando avanti e, dai dialoghi tra i partiti, emerge già un quadro abbastanza chiaro sulla proposta che vede nei punti inerenti percentuali di THC e posizionamento dei negozi convergenze di larga intesa.

In particolare, dai dialoghi emergerebbe che:

[Fonte Ansa del 19 Ottobre]

Perché questo è importante e come impatterà sulle nostre vite

Aprire un dialogo su questo tema è molto importante.

Tanto è stato fatto ma troppo è ancora da fare, soprattutto in Italia.

Se si considera che tutta la marijuana a uso ricreativo che sta circolando è illegale, quindi priva di sicurezza e certezza, a chi stiamo facendo un danno?

La cannabis è sempre circolata e sempre circolerà.

Nel piano Tedesco traspare quanto meno la volontà di preservare i più giovani ma questo si combina al fatto che l’industria della cannabis e del CBD, in particolare, avrà un grande impatto sull’economia del Paese.

Questo porterà numerosi vantaggi al suo popolo.

Vantaggi, tra l’altro, che si stanno già manifestando prima dell'approvazione della legge stessa, come nel caso della British American Tobacco che sta inglobando la startup tedesca Sanity Group GmbH, mettendo sul piatto ben 100 milioni di dollari anche grazie a Verde Capital, il fondo d'investimento co-fondato da Snoop Dogg.

La Sanity Group GmbH altro non è che una delle principali aziende tedesche produttrici di cannabis.

La corsa all’oro verde della Germania quindi è iniziata.

Saremo capaci di restare al passo o resteremo alla finestra a guardare?

Cosa possiamo fare adesso

La cannabis light ci offre, oggi, una grandissima opportunità: ottenere gli innumerevoli benefici del CBD senza lo sballo del THC.

Perdere peso, avere prestazioni sportive migliori, stare meglio in caso di artrite reumatoide, ADHD,  insonnia e persino asma è diventato più semplice.

Questo con prodotti scrupolosamente certificati per la tua sicurezza.

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Dai una possibilità all’erba legale, datti una possibilità.