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Cannabis light: facciamo un po’ di chiarezza

La cannabis è un genere di piante angiosperme della famiglia delle Cannabaceae ed è comunemente distinta in tre sottospecie:

  • Cannabis sativa,
  • Cannabis indica
  • Cannabis ruderalis.

La prima, la cannabis sativa, è certamente la più conosciuta e diffusa in occidente.

Comunemente conosciuta come canapa, questa pianta può superare facilmente i 4 metri di altezza ed è stata utilizzata dell’uomo dagli albori del tempo visto la sua versatilità nell’utilizzo.

La storia ci insegna, infatti, che già la Cina utilizzava la cannabis sin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti.

Sempre da questa pianta più di 2000 anni fa venne prodotto il primo foglio di carta.

I Fenici utilizzavano le fibre di questa pianta per produrre le vele delle loro imbarcazioni e anche in Italia, tanto per restare nel nostro Paese, nell’epoca romana in Pianura Padana c’erano immense piantagioni di cannabis da cui veniva estratto il materiale per la fibra tessile mentre in Campania si producevano sostanzialmente i semi.

Con le materie prime prodotte da questa pianta l’uomo ha imparato a ricavare tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia e anche un olio alimentare di altissime qualità, sempre in modo sostenibile ed economico, oltre a tavole e combustibili da biomassa.

L’avvento del cotone, prima, e delle fibre sintetiche, poi, ha reso la coltivazione della canapa sempre meno conveniente tanto che, a poco a poco, la coltivazione di questa pianta è lentamente sparita.

La Cannabis sativa in Italia e la canapa light

È il 1937 la data storica da ricordare.

È in quest’anno che gli Stati Uniti vietano la produzione di Canapa e marijuana.

Questa legge, inevitabilmente, ebbe effetto sull’economia globale tanto che in Italia sin dagli anni ’50 le piantagioni di cannabis sativa furono ben presto ridotte fino a scomparire del tutto e ciò avvenne molto tempo prima rispetto alle varie leggi italiane che vietarono l’uso della marijuana, anche perché, è bene osservare come le piante di canapa adatte alla produzione di fibra tessile non producono semi e infiorescenze per ricavare droghe di alcun tipo.

La Cannabis, la marijuana e la cannabis light

La marijuana è sostanzialmente una pianta di Cannabis che presenta tutte le caratteristiche di questa specie ma ha una particolarità, un alto tasso di THC.

Il tetraidrocannabinolo (THC) è una sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie ad un vaporizzatore.

Questa sostanza ha proprietà antidolorifiche (Es: farmaci contenenti THC come il Sativex o il Bedrocan, sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetico, anticinetosico, stimolante per l'appetito, abbassa la pressione endooculare ed è capace di abbassare l'aggressività [Fonte].

In natura la canapa presenta quantità di THC variabile in base alla sottospecie e al tipo.

La pianta di cannabis, oltre al THC, presenta anche un’altra sostanza: il CBD (comunemente noto come Cannabidiolo).

Questa sostanza si lega ai recettori CB2, del sistema immunitario e, a livello del sistema nervoso centrale, stimolandole, favorisce principalmente un’azione anti-infiammatoria, oltre che:

  • ridurre i sintomi dell'ansia;
  • avere effetti rilassanti;
  • essere un efficace antiemetico in grado di ridurre la nausea e il vomito;
  • aiuta a combattere la schizofrenia, i deliri e le allucinazioni

e nelle sue varie versioni come gli olii ad esempio

  • allevia i dolori;
  • velocizzare il recupero fisico;
  • cura problemi della pelle;
  • combattere lo stress

ecc. ecc.

Tantissimi benefici per una solo sostanza, insomma.

Secondo lo studio effettuato dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nonché per effetto di una sentenza dell’Alta Corte di Giustizia UE del 19 Novembre 2020 che lo riconferma, è stato stabilito che il Cannabidiolo (CBD):

  • non è un farmaco narcotico;
  • non genera assuefazione o tolleranza.

È lecito allora chiedersi, è giusto allora negarsi i benefici di questa sostanza per via delle leggi che vietano l’uso della marijuana?

Come superare lo scoglio del THC, il maggiore imputato?

La Cannabis light

A differenza della marijuana normalmente presente in natura, le piante che coltiviamo sono trattate in modo che producano delle infiorescenze che rispettano i parametri di legge in merito alla quantità di THC pur mantenendo un alto valore CBD.

È giusto ricordare che tutti i prodotti venduti sono da intendersi come un prodotto tecnico da collezione, non sono prodotto medicinali, alimentari, da combustione e da ingestione o assunzione ma comunque commercializziamo nostre infiorescenze che rispettano i parametri di legge che vede un THC < 0,2%.

Anche altri paesi nel mondo, prima o dopo della legge italiana del 2 dicembre 2016, n. 242, si sono adeguati cogliendo l’opportunità che il CBD, presente in natura offe.

Tanto ovviamente c’è da fare ancora ma siamo vicini a una svolta epocale.

marijuana light

La Cannabis light, la cannabis terapeutica, la marijuana e la legalizzazione

Nel 2019, per la precisione il 18 dicembre, per l’Italia la Corte di Cassazione ha depenalizzato la coltivazione in casa di piccolissime quantità di cannabis, ovviamente a solo uso personale. Resta comunque il reato amministrativo.

In Italia si è dovuti arrivare al 2018 per avere una legge sull’uso della cannabis terapeutica per tutti.

È, difatti, il decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 12 luglio 2018, che stabilisce che la cannabis terapeutica potrà essere prescritta per ogni tipo di dolore, facendo finalmente decadere la distinzione tra uso oncologico, non oncologico o neuropatico e concedendo il semaforo verde a chi voleva questo tipo di cura ma non poteva, con una platea tra l’altro sempre maggiore.

Si stima che il quantitativo di cannabis a uso farmacologico di cui i pazienti italiani necessitavano fosse, nel solo 2021, di 1.400 chili [Fonte] mentre in dotazione all'istituto farmaceutico militare di Firenze vi fossero solo 300 chili scarsi.

C’è tanto ancora da fare!

La situazione oggi non è affatto migliorata tant’è che, in un sondaggio effettuato dal Comitato Pazienti Cannabis Medica l'87,5% dei pazienti ha dichiarato di aver avuto difficoltà a reperire la cannabis medica prescritta.

La canapa terapeutica può essere prescritta solo dal medico e a differenza della canapa light presenta solitamente quantitativi maggiori di THC (tra il 5 e l’8 per cento).

È utilizzata per molti disturbi e trattamenti tra i quali ricordiamo:

  • chemioterapia,
  • dolore oncologico e cronico,
  • glaucoma,
  • HIV,
  • perdita di peso in anoressia,
  • sclerosi multipla,
  • sindrome di Tourette.

Dati alla mano, il numero di pazienti che sceglie questa cura è crescente a fonte di un’offerta sempre più scarsa.

Sono poche le farmacie autorizzate a distribuire il prodotto com’è basso il numero dei distributori.

Per la marijuana, l’unico paese ad aver legalizzato la produzione domestica e l'uso personale della cannabis ricreativa per i maggiori di 18 anni in Europa è il Lussemburgo mentre in Olanda è possibile acquistarla nei famosi coffee shop. Possesso, vendita, trasporto e coltivazione sono depenalizzati in questo Paese.

In Portogallo esiste la depenalizzazione per l'uso di droghe per uso personale dal 2001.

In Svizzera, in alcuni cantoni, il possesso e la coltivazione di marijuana è stata depenalizzato.

Questo anche in Belgio.

Fanalino di coda restano comunque Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda e Regno Unito, paesi in cui la cannabis ricreativa resta illegale.

Pur con soglie diverse di THC, la cannabis light, che ricordiamo differisce dalla marijuana e dalla canapa terapeutica per la percentuale di questo componente, è considerata legale oltre che in Italia in:

  • Danimarca: THC < 0,2%;
  • Messico: THC < 1%;
  • Polonia: THC < 0,2%;
  • Romania: THC < 0,2%;
  • Stati Uniti d'America: THC < 0,3%;
  • Svezia: THC < 0,2%;
  • Svizzera: THC < 1%.

La legge italiana sulla marijuana light è la 242/2016, entrata in vigore a gennaio 2017.

Tale legge consente la coltivazione della canapa sativa depotenziata, ovvero geneticamente modificata affinché le quantità di THC rispettino le percentuali richieste.

Il tipo di pianta de cannabis light che viene utilizzato produce sempre dalle infiorescenze femminili.

Come detto l’Italia fino all’immediato dopoguerra era uno dei maggiori produttori di canapa al mondo.

Le circostanze hanno reso sfavorevole questa produzione, a dir il vero mai ripartita a causa dell’interpretazione errata delle leggi che ha impedito negli anni ’70 e ’80 la ripresa di questo settore per coltivazioni di canapa industriale destinata a seme o fibra anche se nel mondo vi fosse richiesta.

La cannabis light in Italia

cannabis light 2b

Si è dovuti arrivare al 1997 per colmare questo vuoto legislativo, quando il ministero delle Politiche agricole e forestali si è deciso a prendere in mano la situazione.

Tutto ha portato alla famosa circolare n.1 dell’8 maggio 2002 tanto aspettata che delimitava i limiti della coltivazione della canapa industriale, confluita nelle “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” del decreto di legge numero 242, appunto, entrato in vigore il 14 gennaio 2017, legge che ricordiamo voleva disciplinare anche il settore della canapa light.

La legge, però, presentava delle falle evidenti in quanto non menzionava affatto termini specifici come radici, infiorescenze, foglie ecc. lasciando ambiguità difficilmente superabili.

In Italia è illegale fumare erba, che sia marijuana o Cannabis light com’è illegale ingerirla.

Ti ricordiamo che la nostra Cannabis light, come tutte le altre del resto, pur rispettando i parametri THC richiesti per legge, se consumata diversamente da quanto prescritto sulla confezione, produce lo stesso odore della marijuana oltre che avere lo stesso aspetto di un comune spinello.

È ovvio che all’interno delle tue mura domestiche tu possa fare ciò che desideri, ma ti consigliamo vivamente, fino a quando questo vuoto normativo c’è e sussiste, di rispettare le prescrizioni almeno in pubblico.

La canapa e la cannabis light, quindi, sono delle risorse.

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One comment on “Cannabis light: facciamo un po’ di chiarezza”

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