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La cannabis light migliore esiste? E come riconoscerla?

La cannabis light è disponibile in diverse varietà, ognuna delle quali può avere caratteristiche uniche in termini di aroma, sapore e potere terapeutico.

Come allora scegliere la qualità di cannabis migliore?

Dipende sostanzialmente dal tuo gusto, anche perché, pur avendo nomi diversi nei vari negozi online o negozi fisici, come vedremo tra poco, sostanzialmente si ha una buona scelta ma pur sempre limitata.

Come scegliere la cannabis light migliore

La cannabis light può essere ottenuta da qualsiasi varietà di cannabis, a patto che contenga quantità molto basse di THC.

In generale, per ottenere la cannabis light, i coltivatori selezionano varietà di cannabis con un basso contenuto di THC e la coltivano in modo da ottenere un raccolto con quantità ridotte di tetraidrocannabinolo che, come sappiamo, è un composto chimico psicotropo ed è il responsabile dello sballo e molte volte del greenout.

Una volta raccolta, la cannabis viene lavorata per rimuovere ulteriori tracce di THC, ad esempio attraverso il processo di decarbossilazione, che consente di eliminare il THC attraverso il calore.

La cannabis può anche essere trattata con solventi per rimuovere ulteriori tracce di THC, per questa ragione è sempre bene rivolgersi a negozio online specializzati di coltivatori in proprio, noi sappiamo come lavoriamo i nostri prodotti e non operiamo con queste “pratiche” che possono nuocere alla salute.

Scegliere la cannabis light migliore, quale varietà preferisci?

Le varietà più comuni di cannabis light sono:

Sativa, varietà di cannabis caratterizzata da foglie sottili e lunghe e da un effetto energizzante. La cannabis sativa è spesso utilizzata per il trattamento della depressione e dell'ansia.

Indica, varietà di cannabis caratterizzata da foglie larghe e da un effetto rilassante. La cannabis indica è spesso utilizzata per il trattamento dello stress e del dolore cronico.

Ruderalis, varietà di cannabis è caratterizzata da un ciclo di crescita breve e da un contenuto di THC inferiore rispetto alle altre varietà. La cannabis ruderalis è spesso utilizzata come base per la creazione di ibridi con altre varietà di cannabis.

Hybrid, varietà di cannabis risultato dell'incrocio di diverse varietà di cannabis. Gli ibridi possono avere caratteristiche di entrambe le varietà parentali e possono essere utilizzati per trattare una varietà di sintomi e condizioni.

In Italia, la selezione della varietà di cannabis light avviene di solito attraverso l'acquisto di semi di cannabis a basso contenuto di THC da parte dei coltivatori e l'acquisto di semi di cannabis light è regolato dalla legge 242/2016, che disciplina la produzione, il commercio e l'utilizzo di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Secondo questa legge, è consentito il commercio di semi di cannabis a basso contenuto di THC, a condizione che siano destinati alla coltivazione di piante da fibra o da seme o alla produzione d'infiorescenze da destinare alla trasformazione industriale.

Per acquistare semi di cannabis light in Italia, è necessario rispettare alcune norme e requisiti specifici.

Le sementi che saranno scelte, ad esempio, dovranno per forza rientrare tra le varietà autorizzate incluse nel Catalogo Comune delle varietà delle specie agricole, secondo quanto stabilito dalla Direttiva 2002/53 dell’Unione europea ed è, inoltre, del tutto vietata l’autoproduzione di sementi secondo quanto stabilito dell’articolo 7 della legge 242.

Per coltivare la canapa light non occorre essere per forza un’azienda agricola e oggi anche un cittadino può farlo senza doversi nascondere.

Basta solo acquistare i semi permessi e rispettare alcuni obblighi come conservare il cartellino recante le indicazioni sulla tipologia di semi acquistati e conservare la ricevuta d’acquisto delle semenze per almeno un anno (12 mesi).

È importante sapere, però, che, sia per i privati sia per le aziende gli enti preposti al controllo sono polizia giudiziaria e corpo forestale che possono di fatto prelevare alcuni campioni per sottoporli ad analisi.

Nel caso in cui, anche in presenza del rispetto degli obblighi, la percentuale di THC presente nelle piante fosse superiore al 0.6%, la piantagione può essere posta sotto sequestro e in via cautelativa anche distrutta.

Anche se questo non comporta responsabilità giuridica a carico del coltivatore, questo rischio esiste ed è concreto.

Diverso, invece, è il caso in cui questi obblighi non siano rispettati. C’è il rischio concreto di essere accusati di reato di produzione o spaccio di sostanze stupefacenti e di una pena che va dai 2 ai 6 anni di carcere, presta molta attenzione a ciò che pianti, la legge come si dice non ammette ignoranza.

Elenco dei semi di cannabis light permessi in Italia tra cui scegliere

La cannabis light è una forma di cannabis che contiene quantità di THC (tetraidrocannabinolo) inferiori al limite di legge, che in Italia è fissato a 0,6%. Al contrario, la cannabis "normale" può contenere livelli di THC superiori a questo limite.

Il THC è il principale composto psicoattivo della cannabis, e responsabile della maggior parte degli effetti psicotropi della droga. La cannabis light, quindi, ha effetti meno intensi e meno duraturi rispetto alla cannabis "tradizionale".

Inoltre, la cannabis light è legale in molti Paesi, tra cui l'Italia, mentre la cannabis "tradizionale" è illegalmente in molti Paesi, anche se in alcuni di essi è stato legalizzato l'uso a scopo terapeutico o ricreativo.

Come già detto le sementi di cannabis light dovranno per forza rientrare tra le varietà autorizzate incluse nel Catalogo Comune delle varietà delle specie agricole, secondo quanto stabilito dalla Direttiva 2002/53 dell’Unione europea, quali sono queste sementi?

Ecco l’elenco completo:

N
NOME VARIETA’
STATO
1
Adzelvieši
Registrata
2
Antal
Registrata
3
Armanca
Registrata
4
Asso (ITA)
Registrata
5
Austa SK
Registrata
6
Beniko
Registrata
7
Bialobrzeskie
Registrata
8
Białobrzeskie
Registrata
9
CS (ITA)
Registrata
10
Cannakomp
Registrata
11
Carma (ITA)
Registrata
12
Carmagnola (ITA)
Registrata
13
Carmaleonte (ITA)
Registrata
14
Chamaeleon
Registrata
15
Codimono (ITA)
Registrata
16
Dacia Secuieni
Registrata
17
Delta-405
Registrata
18
Delta-llosa
Registrata
19
Dioica 88
Registrata
20
Earlina 8 FC
Registrata
21
Eletta Campana (ITA)
Registrata
22
Epsilon 68
Registrata
23
Fedora 17
Registrata
24
Felina 32
Registrata
25
Ferimon
Registrata
26
Fibranova (ITA)
Registrata
27
Fibrante (ITA)
Registrata
28
Fibrol
Registrata
29
Fibror 79
Registrata
30
Finola
Registrata
31
Férimon
Registrata
32
Glecia (ITA)
Registrata
33
Gliana
Registrata
34
Glyana
Registrata
35
Henola
Registrata
36
Ivory
Registrata
37
KC Bonusz
Registrata
38
KC Dora
Registrata
39
KC Virtus
Registrata
40
KC Zuzana
Registrata
41
KCA Borana
Registrata
42
Kompolti
Registrata
43
Kompolti hibrid TC
Registrata
44
Lipko
Registrata
45
Lovrin 110
Registrata
46
Marcello
Registrata
47
Markant
Registrata
48
Monoica
Registrata
49
Rajan
Registrata
50
Ratza
Registrata
51
Santhica 23
Registrata
52
Santhica 27
Registrata
53
Santhica 70
Registrata
54
Secuieni Jubileu
Registrata
55
Silvana
Registrata
56
Succesiv
Registrata
57
Tiborszallasi
Registrata
58
Tisza
Registrata
59
Tygra
Registrata
60
Uniko B
Registrata
61
Uso-31
Registrata
62
Villanova
Registrata
63
Wielkopolskie
Registrata
64
Wojko
Registrata
65
Zenit
Registrata

Tuttavia è anche importante sottolineare che il Catalogo è in continuo aggiornamento.

La cannabis nel mondo

L’uso della cannabis ha origini antichissime tanto che fonti molto accreditate parlano di un possibile utilizzo della marijuana sin dal neolitico.

Sta di fatto che, oggi, ciò che sappiamo per certo è che l’uso psicotropo della cannabis nel medio Oriente nei riti religiosi e per le sue potenzialità curative sotto forma di bevanda, sia accertato da tempo.

Sappiamo, infatti, che I nostri avi utilizzano la cannabis per curare patologie dolorose o sotto forma di fumo per la cura del mal di denti, questo è certo.

Com’è certo anche che la cannabis attualmente in circolazione ha poco a che fare con la cannabis prodotta in altri tempi e poco importa se in Europa sia arrivata dopo, con la globalizzazione tutto oggi si muove simultaneamente e il palcoscenico si chiama mondo.

È per questo che oggi, anche in Italia, in circolazione esistono varie tipologie di cannabis e, purtroppo, già da anni circola la famigerata marijuana geneticamente modificata (OGM).

Originaria del Paraguay, dove viene coltivata ancora oggi tra le montagne della regione di Canindeyu, questa pianta veniva commercializzata originariamente solo in Brasile, Argentina, Uruguay e Cile.

È probabile che proprio l’introduzione di questo ceppo modificato sia stato la causa del rialzo così elevato del THC presente nella cannabis a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni.

Perdere mercato, soprattutto se illegale e quindi molto fruttuoso, non piace a nessuno e per questa ragione, forse, i produttori di cannabis hanno cercato “varietà di base” di piante da poter utilizzare come “ceppi di partenza” da incrociare successivamente per ottenere altre varietà, con un sempre più elevato tenore di THC.

Vengono quindi adottati molteplici metodi che, integrati tra loro, portano alla selezione di piante idonee, per caratteristiche genetiche e morfologiche, a essere incrociate tra loro e che consentono di ottenere varietà stabili e con elevata percentuale di tetraidrocannabinolo.

Per stare al passo, dunque, anche con le genetiche modificate è iniziata questa insensata guerra al rialzo che ha fatto crollare sostanzialmente la distinzione tra droghe pesanti e doghe leggere.

Oggi è noto, ad esempio che, tra i “ceppi base” più utilizzati dai produttori ci sono la Skunk e la Kush.

La Skunk è un incrocio sativa/indica che presenta stabilmente un tenore di THC tra il 10 e il 12% e si trova, ad esempio, alla base d'incroci come la Power Skunk, con una percentuale di THC pari al 16%.

Il ceppo Kush, con percentuale di THC al 18%, viene utilizzato invece insieme ad altre varietà per poter ottenere ad esempio la Critical Kush, che presenta un tenore di THC pari al 25%.

È migliore la Cannabis light outdoor o indoor?

Anche se sembra banale, “de gustibus non est disputandum”.

Dipende dalle preferenze personali e dalle condizioni in cui viene coltivata la pianta.

La cannabis indoor può essere coltivata in ambienti controllati, dove è possibile regolare la temperatura, l'umidità e la quantità di luce a cui le piante sono esposte.

 La coltivazione indoor può essere costosa, poiché richiede l'utilizzo di lampade e sistemi di climatizzazione.

La cannabis outdoor, al contrario, viene coltivata all'aperto, sfruttando la luce solare e le condizioni ambientali naturali.

Questo può risultare in un raccolto meno consistente rispetto alla cannabis indoor, ma può essere meno costoso.

Di una cosa però siamo certi però: tante persone preferiscono il gusto e l'aroma della cannabis outdoor, poiché viene coltivata in modo più naturale e per questo continueremo a farlo in questo modo.

Qual è allora la qualità di cannabis migliore?

Tutto ciò premesso, dunque, non c’è una qualità migliore di cannabis light in assoluto.

Provenienza, contenuto di THC, contenuto di CBD e prezzo possono senz’altro fare la differenza ma una certezza c’è: dovresti sempre assicurati che la cannabis light che stai acquistando sia prodotta da un'azienda affidabile che utilizzi pratiche di coltivazione responsabili.

Per l’aroma e il gusto ti consigliamo di provarne diverse fino a quando non avrai trovato quella ti calza meglio.

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One comment on “La cannabis light migliore esiste? E come riconoscerla?”

  1. Articolo molto informativo e ben scritto. Mi ha fornito una comprensione dettagliata dell'argomento. Consiglio vivamente a chiunque sia interessato a saperne di più di leggere questo articolo.

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